La tabella delle caratteristiche di base, la Table 1 di quasi ogni articolo clinico, è la prima cosa che un revisore legge. Descrive chi ha partecipato allo studio, di solito suddiviso per gruppo di trattamento o di confronto. Se è giusta, il resto dell’articolo è più facile da credere. Se è sbagliata, un revisore inizia a dubitare dell’analisi prima ancora di arrivarci. La tabella è semplice da costruire e facile da sbagliare, e gli errori si vedono dalla tabella stessa.

1Cosa va nella Table 1

Una riga per variabile di base, una colonna per gruppo e una colonna complessiva per l’intero campione. Prima la demografia, come età e sesso, poi le variabili cliniche importanti per la vostra domanda, poi tutto ciò che serve al lettore per giudicare se i gruppi fossero comparabili all’inizio. Gli esiti non vanno qui. La Table 1 descrive il campione da cui siete partiti, non il risultato che avete trovato.

2Scegliete la variabile di raggruppamento

Scegliete la variabile che divide lo studio nei gruppi che confrontate, di solito il braccio di trattamento o l’esposizione. La colonna complessiva riassume tutti, e le colonne di gruppo mostrano a colpo d’occhio se i bracci partivano simili. Se lo studio non ha gruppi, una sola colonna complessiva è perfettamente corretta.

3Riassumete ogni variabile nel modo giusto

Le variabili continue si riportano come media con deviazione standard quando sono all’incirca simmetriche, e come mediana con range interquartile quando sono asimmetriche, cosa comune per biomarcatori, durata della degenza e molti valori di laboratorio. Le variabili categoriche si riportano come conteggi con percentuali. L’errore più comune in una Table 1 è imporre una media a una variabile asimmetrica. Un revisore che conosce la variabile lo nota subito, quindi lasciate decidere la forma dei dati.

4Dati mancanti e valori p

Indicate i dati mancanti in modo chiaro, con una colonna Missing o una nota, invece di eliminarli in silenzio. Sui valori p, seguite CONSORT: in uno studio randomizzato non testate le differenze basali, perché qualsiasi differenza tra gruppi randomizzati è per definizione dovuta al caso. In uno studio osservazionale un confronto può essere informativo, ma una differenza standardizzata è spesso più utile di un valore p.

5Gli errori che i revisori notano

Media e deviazione standard su una variabile asimmetrica. Percentuali che non tornano perché il denominatore cambia con i dati mancanti. Valori p in uno studio randomizzato. Righe basali che in realtà sono esiti. Cifre decimali incoerenti da una riga all’altra. Ognuno di questi errori si vede dalla sola tabella, ed è proprio per questo che i revisori li trovano così in fretta.

6Costruite la vostra Table 1 in pochi secondi, gratis

Con il nostro generatore di Table 1 gratuito potete costruire una Table 1 pronta per la pubblicazione dal vostro dataset. Incollate o caricate il file Excel o CSV, scegliete la variabile di raggruppamento, e lo strumento sceglie la sintesi giusta per ogni variabile ed esporta in Word, PDF o codice R riproducibile. Tutto avviene nel vostro browser, quindi i dati non vengono mai caricati. Le scelte di giudizio, quelle che i revisori notano, sono la parte in cui uno statistico si guadagna il compenso, ed è proprio lì che siamo lieti di aiutare.